La sterilizzazione nella cagna e nella gatta è una delle cure principali per la loro salute. I benefici di questo intervento non si limitano alla prevenzione delle gravidanze e quindi al fatto di non contribuire alla sovrappopolazione di cani e gatti (purtroppo canili e rifugi vari sono sempre stracolmi di animali abbandonati che non verranno mai adottati), ma comportano notevoli vantaggi per la salute.
Come
La sterilizzazione si effettua asportando chirurgicamente in anestestia generale le ovaie e a volte anche l’utero. Negli animali giovani è sufficiente asportare le ovaie, perchè successivamente l’utero si atrofizza. Nelle cagne e nelle gatte che hanno già qualche anno è preferibile asportare anche l’utero, perchè potrebbe avergià subito delle alterazioni.
Quando
La sterilizzazione va fatta preferibilmente a circa sei mesi di età, quando l’animale è abbastanza sviluppato ma non ha ancora avuto il primo calore. In questo modo si ha il grandissimo vantaggio di prevenire i tumori della mammella, il cui sviluppo è indotto dalla presenza degli ormoni sessuali prodotti dalle ovaie.
Una cagna o una gatta sterilizzate prima del primo calore hanno quasi zero probabilità di sviluppare i tumori mammari.
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Partendo dal presupposto che l’alimentazione sia corretta (fieno, erba e verdure) la domanda non ha molto senso. Sarebbe come chiedere quanto deve dormire un gatto o quanto deve volare un canarino. Abituati a sentire parlare di problemi di obesità, molti pensano che i conigli debbano mangiare una certa quantità di alimento per non andare incontro a problemi alimentari. In realtà, la dieta corretta è molto ricca di fibra (che è indispensabile per la salute dell’apparato digerente e della dentatura) e povera di grassi. Il coniglio deve mangiare per diverse ore al giorno per ricavare da un regime alimentare relativamente povero i nutrienti di cui ha bisogno. Inoltre, in condizioni ideali il coniglio mangia fino a soddisfare le sue necessità caloriche, non di più. Quando è sazio, smette. Sono gli alimenti inadeguati che interferiscono con il meccanismo di sazietà, per cui l’animale mangia perché il cibo gli piace molto, e non per nutrirsi.

