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età sterilizzazione coniglie

A che età si deve sterilizzare la coniglia?

Nella coniglia la sterilizzazione è un intervento indispensabile, in quanto permette di prevenire i tumori dell’utero e altre patologie meno comuni ma ugualmente gravi. In questa specie i tumori uterini sono particolarmente frequenti. Sono rari sotto i tre anni di età ma nelle coniglie mature e anziane si arriva a un’incidenza dell’80%. Sono tumori che, se non vengono asportati in tempo, causano la morte della coniglia entro un paio d’anni.

Ma qual è l’età “giusta” per la sterilizzazione?

Nel maschio la sterilizzazione si può effettuare indifferentemente ad ogni età (posto che lo stato di salute lo permetta) a partire da quando i testicoli discendono, a circa tre mesi di età. Nella coniglia c’è un periodo ottimale, che va dai 6 ai 12 mesi di età. Prima dei 6 mesi l’apparato riproduttivo è immaturo e i tessuti sono piccoli, fragili e difficili da manipolare, rendendo complicato l’intervento. Le ovaie, infatti, non sono ancora entrate in azione per stimolare lo sviluppo dell’utero. Continua la lettura di A che età si deve sterilizzare la coniglia?

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Il cibo come arricchimento ambientale per il coniglio

In natura i conigli passano la maggior parte del tempo mangiando erba e altre piante di campo. Anche i conigli di casa hanno bisogno di trascorrere molto tempo a consumare il cibo: da questo punto di vista fieno ed erba sono alimenti ideali, perché richiedono molto tempo per essere masticati. Ciò rappresenta un ottimo arricchimento ambientale, che li tiene occupati e impedisce loro di annoiarsi, oltre a fornire una dieta perfetta.

Il fieno di buona qualità (fresco, profumato e senza polvere) ha molte virtù (lo stesso vale per l’erba):

  • fornisce la fibra indispensabile per il corretto funzionamento dell’apparato digerente
  • comporta un corretto consumo dei denti
  • tiene il coniglio occupato

Il fieno può essere offerto in vari modi. Si può mettere il fieno in rastrelliere o cesti per mantenerlo pulito e al di sopra del livello del pavimento. Se si mette il fieno in una rastrelliera all’estremità di una vaschetta (la cosiddetta “fieniera”), i conigli sono stimolati a consumare il fieno e contemporaneamente fare i bisogni, cosa che aiuta a tenere pulito l’ambiente. Si può riempire uno scatolone, in modo che il coniglio sfoghi anche l’istinto di raspare, senza distribuire il fieno per tutto il pavimento.

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Basta dare mangimi ai conigli!

basta mangime ai conigli

I conigli domestici discendono da quelli selvatici. Sono stati selezionati per la taglia, il tipo di pelo, il portamento, l’aspetto delle orecchie, la tolleranza alla presenza umana. Non sono stati selezionati per adattarsi a una dieta diversa da quella dei loro antenati selvatici. Pertanto, il loro apparato digerente e la loro dentatura necessitano di un’alimentazione simile a quella dei conigli selvatici, che si nutrono di erba e piante selvatiche. Nutrirli in modo diverso da quello che impone la loro fisiologia è sbagliato e causa problemi di salute.

Dare mangimi ai conigli non è né consigliato, né salutare. I mangimi, studi alla mano, causano gravi alterazioni della dentatura e della funzionalità dell’apparato digerente. I mangimi sono stati ideati per poter macellare i conigli a 3 mesi di età o farli riprodurre in modo intensivo per un paio di anni, per poi eliminarli. Non permettono ai conigli di vivere sani fino a 10-12 anni o più, come vogliamo per i nostri compagni a quattro zampe.

I conigli selvatici si nutrono di erba e piante selvatiche. Non mangiano frutta o carote. E soprattutto NON MANGIANO MANGIMI. Continua la lettura di Basta dare mangimi ai conigli!

Il coniglio, la sua flora batterica e il gas intestinale

coniglio flora batterica

Il coniglio e la sua flora batterica sono in simbiosi in un complesso e delicato equilibrio, da cui entrambi beneficiano. Il coniglio ha un sistema digerente piuttosto particolare e specializzato, in particolare per quanto riguarda l’intestino cieco. Questo voluminoso organo funziona come una camera di fermentazione della fibra alimentare. È  popolato da una flora batterica composta da un gran numero di specie diverse di microrganismi che digeriscono  la fibra e la trasformano in nutrimento per il coniglio. Senza di essa il coniglio non potrebbe vivere.

La flora batterica del cieco varia da coniglio a coniglio, in quanto  è influenzata dal tipo di alimento che arriva nel cieco (e prima ancora dai batteri assunti dal coniglietto quando mangia le feci della madre). Ogni tipo di sostanza –  amidi, zuccheri, proteine, fibra – seleziona un particolare insieme di popolazioni batteriche che la utilizzano, favorendone lo sviluppo. I batteri che digeriscono la fibra sono quelli buoni, che contrastano lo sviluppo di batteri pericolosi che si nutrono invece di zuccheri e amidi. Continua la lettura di Il coniglio, la sua flora batterica e il gas intestinale

Ai conigli fa male mangiare carta e cartone?

coniglio carta cartone

In quantità moderata, ai conigli carta e cartone composti al 100% cellulosa se ingeriti non sono affatto dannosi. I conigli digeriscono senza problemi la cellulosa, e ne ricavano nutrimento. Neppure i tipi di inchiostri che si usano oggi nei quotidiani sono tossici. Occorre fare attenzione che non vi siano materiali estranei come graffette  o pezzi di nastro adesivo.

Di solito i conigli sbriciolano carta e cartone ma non li ingeriscono, a meno che non abbiano una dieta carente di fibra. Con un buon fieno abbondante a disposizione il coniglio non dovrebbe sentire il bisogno di mandare giù carta e cartone. Un consumo eccessivo di questi materiali, tuttavia, non è consigliabile. In tal caso evitateli e proponete al coniglio dei giochi alternativi e sani, ad esempio oggetti fatti di vimini o di legno non trattati, o un cesto pieno di fieno, e assicuratevi che non si annoi!

Passando alle note dolenti, occorre dire che carta e cartone non composti al 100% di cellulosa potrebbero causare problemi, sia per la presenza di sostanze estranee e dannose che per quanto riguarda i colori. Continua la lettura di Ai conigli fa male mangiare carta e cartone?

Il nuovo vaccino trivalente per i conigli

È disponibile da qualche mese un nuovo vaccino trivalente per i conigli (Nobivac Myxo-RHD PLUS), che sostituisce il precedente vaccino bivalente contro mixomatosi e MEV1. Vediamo di conoscerlo più da vicino, visto che è un’arma in più per proteggere la salute dei conigli.

Come funziona il vaccino trivalente

Questo vaccino protegge contro tutte e tre le malattie virali del coniglio: la mixomatosi e i due ceppi di malattia emorragica virale (MEV1 e MEV2). Si può utilizzare a partire da 5 settimane di età; il coniglio è protetto dopo 3 settimane. La sua efficacia dura un anno e va ripetuto annualmente per tutta la vita del coniglio.

Il vaccino è efficace e molto ben tollerato; gli effetti collaterali negativi sono molto rari. Può essere usato anche in gravidanza.  Come tutti i vaccini, va utilizzato solo su animali sani, perciò è importante che il coniglio sia visitato da un veterinario esperto in conigli prima della vaccinazione. Continua la lettura di Il nuovo vaccino trivalente per i conigli

Il colpo di calore nel coniglio

Il colpo di calore è una grave condizione che si manifesta quando il coniglio viene esposto a temperature ambientali così alte da superare la sua capacità di termoregolarsi, ovvero di mantenere la temperatura corporea entro limiti fisiologici. L’aumento eccessivo della temperatura corporea danneggia gravemente gli organi interni, compreso il cervello, e in pochi minuti può causare la morte oppure danni irreversibili che portano alla morte dopo poche ore o pochi giorni, anche se la temperatura corporea viene abbassata ai livelli normali.

Il coniglio non suda come le persone e non dissipa il calore ansimando come i cani. In natura si difende dalle temperature elevate durante il giorno restando al riparo delle tane sotterranee, dove la temperatura si mantiene a livelli decisamente più bassi. La temperatura ambientale ideale per il coniglio è di 16°C: sopra i 25°C comincia a sentirsi a disagio e oltre i 30°C può già manifestarsi il colpo di calore. La situazione è più grave in condizioni di umidità elevata e scarsa circolazione d’aria. Continua la lettura di Il colpo di calore nel coniglio

I 7 pericoli principali per il coniglio

pericolo conigli

I conigli sono vivaci, curiosi e affettuosi. Per garantire loro una vita lunga e sana occorre sapere quali sono i pericoli che li possono minacciare. Ecco una lista dei pericoli principali e come evitarli.

1. Rosicchiare le cose sbagliate

I conigli amano rosicchiare ma spesso lo fanno in modo indiscriminato, mettendosi nei guai. Dovete fare attenzione che non mettano sotto i denti oggetti che possono essere pericolosi per la loro salute. Tra i pericoli principali per il coniglio ci sono i cavi elettrici che possono causare la morte o gravi lesioni alla bocca. Tutti i cavi elettrici che non possono essere messi fuori dalla portata dei suoi affilati incisivi vanno messi in sicurezza utilizzando gli appositi copricavo. Altri oggetti pericolosi possono essere stoffe, tappeti o teli di plastica: se il coniglio ingerisce questi materiali può andare incontro a un’ostruzione intestinale.

2. Il caldo

I conigli sopportano bene il freddo (hanno un folto manto e un corpo compatto) ma non sono attrezzati per le temperature alte (non sudano). In natura se fa molto caldo possono restare al fresco nelle loro profonde tane sotterranee, ma in casa non hanno difese e possono soccombere. La temperatura ambientale ideale per i conigli è di 16°C. Sopra i 25°C iniziano a soffrire il caldo e sopra i 30°C possono morire per un colpo di calore, soprattutto in assenza di ventilazione e con umidità elevata. Non si deve quindi avere paura di accendere il condizionatore quando fa caldo. In assenza di questo, si può mettere un condizionatore portatile nella stanza del coniglio, oppure lasciare delle bottiglie piene di acqua fredda contro cui possa distendersi per rinfrescarsi. Continua la lettura di I 7 pericoli principali per il coniglio

Come aiutare il coniglio ad affrontare la perdita del compagno

coniglio perdita compagno

I conigli sono capaci di dare tantissimo affetto e di entrare profondamente nei nostri cuori. Viene però il momento in cui dobbiamo dire loro addio e il dolore della perdita è duro da affrontare. Ci serve tempo per elaborare il lutto. Se il coniglio lascia un compagno affezionato, anche lui soffrirà per la perdita: il suo dolore è reale quanto il nostro e non va sottovalutato o trascurato. Ci sono alcune cose che si possono fare per aiutarlo a elaborare e superare il lutto.

Lasciategli dire addio

Se possibile, è consigliabile che il coniglio possa vedere il corpo del compagno morto e passare del tempo con lui. Alcuni conigli annusano e leccano il corpo, cercando di farlo reagire. Altri lo ignorano, come se gli avessero già detto addio. Ogni coniglio reagisce a modo proprio. Alla fine, è essenziale che si renda conto che il suo amico c’è più.

Se il coniglio non può vedere il corpo del suo compagno non può capire dove è andato. Potrebbe continuare a cercarlo per tutta la casa, rattristarsi perché non riesce a trovarlo e deprimersi. Continua la lettura di Come aiutare il coniglio ad affrontare la perdita del compagno

Il dolore nel coniglio: come riconoscerlo e trattarlo

dolore nel coniglio

Come tutti gli animali da preda, anche i conigli tendono a mascherare i segni di dolore. Si tratta di un comportamento istintivo che ha lo scopo di non attirare l’attenzione dei predatori, che puntano sul soggetto più debole. Questo stratagemma in natura risulta molto utile, ma è un netto svantaggio per il coniglio di casa. In questo modo infatti non ci permette di capire subito se sta male e dobbiamo fare affidamento su un’osservazione attenta per coglier prontamente i segni di malessere o dolore.

Riconoscere i segni di dolore

I segni del dolore nel coniglio possono comprendere:

  • respirazione rapida e superficiale
  • salivazione
  • digrignare i denti
  • strapparsi il pelo
  • mancata pulizia del mantello
  • postura incurvata
  • zoppicatura
  • abbattimento, minore attività
  • aumento della sete e della produzione di urina
  • riluttanza a muoversi
  • addome premuto contro il pavimento
  • occhi sporgenti, sguardo fisso
  • indifferenza all’ambiente.

A causa del dolore spesso i conigli smettono di mangiare e defecare, i reni non funzionano adeguatamente, la circolazione sanguigna rallenta e la temperatura corporea cala. Senza cure, possono morire. Continua la lettura di Il dolore nel coniglio: come riconoscerlo e trattarlo