La sterilizzazione dei furetti: chirurgica o chimica?

I furetti, sia maschi che femmine, devono essere necessariamente sterilizzati (salvo imbarcarsi nell’impresa, decisamente sconsigliabile, di riprodurli). Il maschio intero ha un odore così intenso e persistente che azzererebbe la vita sociale dei proprietari che vogliano tenerlo in casa; se ciò non bastasse, è anche piuttosto aggressivo. La femmina che non viene sterilizzata, e che non si accoppia, ha dei calori prolungati con livelli ormonali tali da danneggiare il midollo osseo e causare anemie fatali nel 50% dei casi.
La sterilizzazione è quindi una necessità, ma può avere in questa specie uno spiacevole effetto collaterale. A distanza di alcuni anni dalla rimozione delle gonadi (testicoli od ovaie) le ghiandole surrenali possono decidere di produrre gli ormoni sessuali mancanti trasformandosi in tumori. Questa condizione si chiama Malattia Surrenalica, ed è piuttosto comune nei furetti che provengono dagli allevamenti intensivi esteri (americani, neozelandesi e olandesi), dove viene praticata la sterilizzazione a poche settimane di età, prima che i cuccioli lascino gli allevamenti. I furetti allevati in Italia, invece, vengono generalmente venduti interi e spetta al proprietario il compito di provvedere alla sterilizzazione. In questo caso è possibile la scelta tra la sterilizzazione chimica e quella chirurgica. La sterilizzazione chirurgica è uguale a quanto si effettua in cani e gatti e consiste nella rimozione chirurgica dei testicoli nel maschio e di utero e ovaie nella femmina. Ovviamente è un intervento irreversibile e definitivo.
La sterilizzazione chimica, ampiamente usata da diversi anni, consiste nell’iniettare sottocute un farmaco, la deslorelina, che ha esattamente gli stessi effetti della sterilizzazione chirurgica ed è totalmente priva di effetti collaterali. Ha il vantaggio di non richiedere un intervento chirurgico, con i margini seppure lievi di imprevisti che comporta sempre un’anestesia generale. La sua durata nel furetto è di circa due anni, dopo di che svanisce l’effetto e occorre ripetere la procedura. Nella vita del furetto la somministrazione di deslorelina va quindi eseguita mediamente tre volte. Il vantaggio principale della deslorelina consiste nel fatto che è in grado di prevenire la malattia surrenalica, cosa che non può fare la sterilizzazione chirurgica. Ha quindi tutti i benefici e nessuno degli svantaggi della chirurgia. La deslorelina è anche il farmaco che si usa nella terapia medica della malattia surrenalica del furetto e, ulteriore virtù di questa sostanza, se viene iniettata ai furetti già sterilizzati e con surrenali ancora normali, è in grado di prevenire l’insorgenza di questa malattia.
In conclusione, la sterilizzazione chimica con la deslorelina è preferibile a quella chirurgica perché presenta maggiori vantaggi e nessun rischio.
Nei furetti interi la somministrazione di deslorelina di esegue di norma verso la fine dell’inverno o l’inizio della primavera dell’anno successivo a quello di nascita, quando i furetti iniziano a diventare sessualmente maturi.

1 pensiero su “La sterilizzazione dei furetti: chirurgica o chimica?

  1. Questo può essere un grosso problema. Per prima cosa deve rivolgersi ad un veterinario esperto in furetti per farla visitare. Può essere consigliabile fare un emocromo, un esame del sangue che serve a stabilire se ci sono già problemi di anemia. Dopo di che si deve far uscire dal calore la furetta prima possibile con dei farmaci.

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