Quando preoccuparsi se il gatto vomita

gatto vomita

Il vomito nel gatto è un evento abbastanza comune. Non è insolito trovare sul tappeto (perché i gatti preferiscono vomitare sui tappeti che sul pavimento!) un grumo di pelo o un rigurgito di cibo mangiato troppo in fretta. Ma quando questo episodio isolato si trasforma in qualcosa di più frequente o si accompagna ad altri sintomi, è importante capire se è il caso di preoccuparsi e consultare il veterinario.

Il vomito nel gatto può essere un meccanismo fisiologico per eliminare boli di pelo o cibo non ben digerito. È anche normale se il gatto vomita dell’erba, accompagnata da un po’ di succhi gastrici. Tuttavia, non tutti gli episodi di vomito sono uguali e alcuni possono nascondere problemi di salute più seri.

Quando il vomito nel gatto è normale e quando deve allarmare

Un episodio occasionale di vomito, magari subito dopo aver mangiato voracemente o quando il gatto espelle una pallina di pelo ben formata, non desta particolare preoccupazione. Il gatto, subito dopo, appare vispo e torna alle sue normali attività. Se il gatto vomita fino a 1-2 volte al mese, si può considerare una frequenza normale, in assenza di altre anomalie.

Diverso è il caso in cui il gatto vomita più volte al giorno o per più giorni consecutivi, anche se in piccole quantità. Anche la presenza di sangue rosso vivo o scuro (simile a fondi di caffè) nel vomito è un segno di potenziale gravità. La presenza di schiuma gialla o verdastra, invece, potrebbe indicare problemi biliari o intestinali. In caso di grave infestazione da parassiti intestinali (vermi tondi) a volte è possibile osservare un verme ancora vivo nel vomito.

Segnali di allarme sono rappresentati da diversi sintomi che possono accompagnare il vomito.

  • Letargia e debolezza: un gatto apatico, che dorme più del solito e sembra senza forze, va controllato.
  • Anoressia: se il gatto rifiuta il cibo per più di 24 ore, è un segnale preoccupante.
  • Dolore addominale: un gatto che si mostra guardingo al tatto sull’addome, si inarca o vocalizza quando lo si tocca, potrebbe avere un problema serio.
  • Diarrea: la combinazione di vomito e diarrea può portare rapidamente a disidratazione, soprattutto nei gattini e nei gatti anziani.
  • Febbre: un gatto con temperatura elevata (superiore a 39,2°C) necessita di attenzione veterinaria.
  • Aumento della sete e della minzione: questi sintomi, associati al vomito, potrebbero indicare problemi renali o diabete.
  • Difficoltà respiratorie: se il gatto respira con affanno o tossisce in modo anomalo, potrebbe esserci un problema polmonare o cardiaco.

Possibili cause di vomito preoccupante

Il vomito è un sintomo comune a moltissime patologie e riconosce quindi molte cause. Tra le più comuni vi sono le seguenti.

Dal veterinario

Se il vomito del gatto è frequente, insistente, presenta le caratteristiche che abbiamo descritto o si accompagna ad altri sintomi, è necessario contattare il veterinario. La visita inizia con la raccolta delle informazioni (anamnesi). Il veterinario cercherà di raccogliere più informazioni possibili, ad esempio:

  • Da quanto tempo il gatto vomita?
  • Quante volte ha vomitato?
  • Che aspetto aveva il vomito?
  • Ci sono altri sintomi associati?
  • Cosa ha mangiato il gatto prima di iniziare a stare male?
  • Ha avuto accesso a sostanze potenzialmente tossiche?

L’esame clinico permette di capire se il gatto ha febbre, pallore, dolore addominale o altri segni di malessere, per indirizzare la diagnosi.

vomito gatto

Esami diagnostici in caso di vomito

Poiché il vomito è un sintomo comune a molte condizioni patologiche, per capire la causa, e quindi stabilire le cure più adatte, il veterinario consiglierà alcuni esami collaterali. La scelta degli esami dipenderà dalla storia clinica del gatto, dai sintomi che presenta e dai risultati dell’esame fisico. Alcuni degli esami più comuni includono:

  • Esami del sangue: un profilo biochimico completo e un emocromo possono fornire informazioni preziose sulla funzionalità degli organi interni (reni, fegato, pancreas), sui livelli di elettroliti e sull’eventuale presenza di infezioni o infiammazioni.
  • Esame delle urine: l’analisi delle urine può aiutare a valutare la funzionalità renale e a identificare eventuali infezioni del tratto urinario o altre anomalie.
  • Esame delle feci: un campione di feci può essere analizzato per la ricerca di parassiti intestinali, batteri patogeni o segni di malassorbimento.
  • Radiografie addominali: le radiografie possono rivelare la presenza di corpi estranei, ostruzioni intestinali, masse anomale o alterazioni nella dimensione e nella forma degli organi interni.
  • Ecografia addominale: l’ecografia è un esame non invasivo per visualizzare in dettaglio gli organi addominali. Può essere utile per identificare masse, infiammazioni, ostruzioni o altre anomalie strutturali.
  • Endoscopia: in alcuni casi, il veterinario potrebbe raccomandare un’endoscopia, una procedura che prevede l’inserimento di una piccola telecamera attraverso la bocca o l’ano per visualizzare direttamente l’interno dell’esofago, dello stomaco e dell’intestino. Durante l’endoscopia è possibile anche prelevare piccoli campioni di tessuto (biopsie) per l’analisi istologica.
  • Biopsie: se vengono riscontrate masse o anomalie durante l’ecografia o l’endoscopia, o se si sospetta una malattia infiammatoria cronica, il veterinario potrebbe prelevare dei campioni di tessuto per l’analisi al microscopio (biopsia). Questo esame è fondamentale per una diagnosi definitiva di molte patologie.
  • Test specifici: a seconda del sospetto clinico, il veterinario potrebbe richiedere test specifici per alcune malattie infettive (come la FIV o la FeLV), per la funzionalità tiroidea o per altre condizioni particolari.

In conclusione

Un episodio isolato di vomito nel gatto può essere trascurabile, ma è fondamentale saper riconoscere i segnali che indicano un problema più serio. La tempestività nel consultare il veterinario può fare la differenza per la sua salute. Non si deve aspettare troppo, se il gatto sta male e continua a vomitare, e non si deve neppure cercare di curare il gatto da soli con farmaci umani o rimedi casalinghi, in quanto si può peggiorare la situazione, mascherare sintomi importanti o ritardare una terapia efficace.

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