Archivi categoria: Gatto

L’importanza dei controlli periodici nei gatti anziani

salute-gatto-anziano

Nei gatti anziani una visita clinica regolare è di fondamentale importanza per valutare lo stato di salute. Un gatto anziano può apparire sano pur presentando problemi rilevanti che il proprietario non coglie o tende a sottovalutare. Molte manifestazioni vengono considerate una naturale conseguenza dell’invecchiamento, quando invece nascondono patologie pienamente gestibili. Un gatto sopra i 12 anni ha elevate probabilità di essere affetto da una o più condizioni che ne compromettono la qualità e l’aspettativa di vita, problemi che possono essere individuati tempestivamente tramite la visita clinica e test diagnostici specifici.

Un’elevata percentuale di gatti anziani è affetta da malattia renale cronica. I segni tipici di questa condizione sono l’aumento della sete e della produzione di urina, manifestazioni che tuttavia risultano spesso difficili da cogliere a casa, soprattutto se convivono più gatti o se l’animale ha accesso all’esterno. Negli stadi avanzati questa patologia porta a un progressivo deperimento, ma se intercettata precocemente consente di impostare strategie terapeutiche efficaci per rallentarne l’evoluzione. Per questo motivo risultano estremamente utili gli esami di laboratorio in grado di valutare la funzionalità renale e mostrare alterazioni precoci. I parametri chiave comprendono il dosaggio ematico di azoto (BUN), creatinina e SDMA, insieme alla valutazione del peso specifico urinario. Nel gatto anziano è consigliabile eseguire ogni 6-12 mesi un profilo ematologico e biochimico completo, l’esame delle urine e la misurazione della pressione sistemica. Continua la lettura di L’importanza dei controlli periodici nei gatti anziani →

Quando preoccuparsi se il gatto vomita

gatto vomita

Il vomito nel gatto è un evento abbastanza comune. Non è insolito trovare sul tappeto (perché i gatti preferiscono vomitare sui tappeti che sul pavimento!) un grumo di pelo o un rigurgito di cibo mangiato troppo in fretta. Ma quando questo episodio isolato si trasforma in qualcosa di più frequente o si accompagna ad altri sintomi, è importante capire se è il caso di preoccuparsi e consultare il veterinario.

Il vomito nel gatto può essere un meccanismo fisiologico per eliminare boli di pelo o cibo non ben digerito. È anche normale se il gatto vomita dell’erba, accompagnata da un po’ di succhi gastrici. Tuttavia, non tutti gli episodi di vomito sono uguali e alcuni possono nascondere problemi di salute più seri.

Quando il vomito nel gatto è normale e quando deve allarmare

Un episodio occasionale di vomito, magari subito dopo aver mangiato voracemente o quando il gatto espelle una pallina di pelo ben formata, non desta particolare preoccupazione. Il gatto, subito dopo, appare vispo e torna alle sue normali attività. Se il gatto vomita fino a 1-2 volte al mese, si può considerare una frequenza normale, in assenza di altre anomalie.

Diverso è il caso in cui il gatto vomita più volte al giorno o per più giorni consecutivi, anche se in piccole quantità. Anche la presenza di sangue rosso vivo o scuro (simile a fondi di caffè) nel vomito è un segno di potenziale gravità. La presenza di schiuma gialla o verdastra, invece, potrebbe indicare problemi biliari o intestinali. In caso di grave infestazione da parassiti intestinali (vermi tondi) a volte è possibile osservare un verme ancora vivo nel vomito. Continua la lettura di Quando preoccuparsi se il gatto vomita →

Scottish Fold: una razza felina controversa

Scottish fold

La razza felina degli Scottish Fold è nota per la sua caratteristica distintiva: le orecchie piegate in avanti. Questa caratteristica insolita è il risultato di una mutazione genetica che influisce sullo sviluppo della cartilagine, causando gravi anomalie ossee che possono causare problemi di salute significativi per gli Scottish Fold. Esistono anche altre razze che presentano le orecchie piegate, ma che non trasmettono la mutazione patogena degli Scottish Fold.

Una condizione comune che colpisce gli Scottish Fold è l’osteocondrodisplasia, un disturbo generale dello sviluppo delle ossa e delle cartilagini. Questa condizione causa problemi nello sviluppo dello scheletro e delle cartilagini in tutto il corpo del gatto, ma in particolare a livello degli arti posteriori. Le anomalie ossee risultanti possono portare a una forma grave e dolorosa di artrite degenerativa, che può portare a fusioni delle ossa della coda, dei tarsi e delle ginocchia. Clinicamente, si possono osservare una diminuzione della mobilità, zoppìa e arti accorciati e deformi, coda corta e rigida. Continua la lettura di Scottish Fold: una razza felina controversa →

Le lesioni da forasacco

Lesioni da forasacco

Le lesioni da forasacco sono un problema comune tra i cani (e talvolta interessano i gatti), specialmente durante i mesi estivi. Un forasacco è un corpo estraneo costituito da una spiga di graminacea, che può penetrare la pelle, i tessuti molli e gli organi interni, causando una serie di problemi di salute. Il forasacco presenta delle minuscole spicole che fanno in modo che il forasacco si spinga in avanti nei tessuti, ma non possa retrocedere. Per questo motivo penetra sempre più in profondità nei tessuti e non può uscire spontaneamente.

I forasacchi si trovano comunemente in prati, campi e altri ambienti in cui l’erba cresce incolta. Quando il cane cammina o corre in queste aree, i forasacchi possono attaccarsi ai peli e penetrare la pelle o le mucose, causando una lesione. Le parti del corpo più comunemente colpite sono le zampe, le orecchie, il naso e gli occhi, ma i forasacchi possono anche penetrare nell’intestino, nel petto e nell’addome del cane, causando gravi problemi di salute.

Sintomi 

I sintomi delle lesioni da forasacco possono variare in base al punto in cui penetra e alla gravità dell’infezione secondaria. Continua la lettura di Le lesioni da forasacco →

L’aggressività nel gatto: cause e soluzioni

aggressività nei gatti

Se avete un gatto, può esservi capitato che il vostro amato felino abbia mostrato un comportamento aggressivo nei vostri confronti. Questo può essere preoccupante e frustrante, soprattutto quando non si riesce a capire il motivo di tale comportamento. In questo articolo, esploreremo alcune delle possibili cause dell’aggressività nei gatti e vi forniremo suggerimenti su come risolvere il problema.

Cause dell’aggressività nei gatti

L’aggressività nei gatti può essere causata da una serie di fattori, tra cui:

  1. Dolore o disagio. Se il vostro gatto è ferito o malato, potrebbe reagire con aggressività quando viene toccato o sollevato, specialmente se il dolore è localizzato in una determinata area del corpo. In questo caso, è importante consultare un veterinario per capire la causa del dolore e ricevere il trattamento appropriato.
  2. Paura o ansia. I gatti possono diventare aggressivi quando si sentono minacciati o spaventati. Questo può accadere a seguito di un cambiamento nell’ambiente, come l’introduzione di un nuovo animale domestico o un trasloco, o dopo un’esperienza traumatica, come un incidente o un attacco da parte di un altro animale.
  3. Territorialità. I gatti sono animali territoriali e possono mostrare aggressività se ritengono che il loro territorio sia minacciato. Questo può includere il loro spazio personale, come il posto preferito sul divano, o una zona più ampia, come il giardino o l’intera casa.
  4. Comunicazione inadeguata. A volte, i gatti possono utilizzare l’aggressività per comunicare i loro bisogni o desideri. Ad esempio, potrebbero mordere o graffiare per farvi sapere che vogliono essere lasciati in pace o per attirare la vostra attenzione su qualcosa.
  5. Gioco aggressivo. I gatti, soprattutto i cuccioli, possono mostrare un comportamento aggressivo durante il gioco. Questo può essere dovuto a un eccesso di energia o alla mancanza di socializzazione e apprendimento di un comportamento di gioco appropriato. Ciò si verifica spesso con i gattini orfani o che sono stati separati troppo presto dalla madre e non hanno imparato a controllare l’aggressività nel gioco.

Continua la lettura di L’aggressività nel gatto: cause e soluzioni →

Se il gatto odia viaggiare nel trasportino

gatto nel trasportinoPortare dal veterinario un gatto che odia stare rinchiuso nel trasportino può essere una sfida, ma ci sono alcuni consigli che potrebbero aiutare a rendere il processo meno stressante sia per il gatto che per il proprietario.

Per facilitare l’introduzione del gatto nel trasportino:

  • Il gatto deve familiarizzarsi per tempo con il trasportino e abituarsi alla sua presenza. Si deve lasciare il trasportino sempre a disposizione del gatto, con la porta aperta, mettendo all’interno una morbida copertina e dei giochi. Il trasportino va posto in un luogo tranquillo e familiare per il gatto. Se il trasportino viene tirato fuori solo prima del viaggio, il gatto capisce subito cosa state progettando e potrebbe nascondersi o mettersi in allarme.
  • Utilizzate un trasportino abbastanza grande: il gatto deve avere spazio per muoversi e girarsi, ma non tanto spazio da poter scivolare o cadere durante il trasporto. Un trasportino troppo grande inoltre può essere più difficile da portare.
  • Mettete sul fondo del trasportino un grosso asciugamano ripiegato. Se il gatto dovesse urinare, questo impedirà che si inzuppi il pelo di urina.
  • Se risulta difficile mettere il gatto dentro il trasportino infilandolo per la testa, provate in questo modo. Mettete il trasportino contro una parete in modo che non si sposti. Mettete una mano sotto il torace del gatto (dietro le zampe anteriori) e una dietro il posteriore, sollevatelo leggermente e infilatelo dentro dalle zampe posteriori. Appena dentro chiudete la porticina. Introdurre il gatto “in retromarcia” di solito funziona.
  • I gatti possono percepire lo stress dei loro proprietari, quindi cercate di rimanere calmi e tranquilli prima di chiudere il gatto nel trasportino e durante il viaggio, per non trasmettergli ansia.

Continua la lettura di Se il gatto odia viaggiare nel trasportino →

7 cose che i gatti odiano di noi

gatto arrabbiato

  1. Essere lasciati soli

I gatti sono animali solitari per natura, ma i gatti di casa si legano molto alle persone che li accudiscono, come un gattino con la madre. Non amano essere lasciati soli a lungo, o essere ignorati o trascurati. Se per motivi di lavoro siete assenti da casa a lungo cercate di passare del tempo di qualità con il vostro gatto. Fatelo giocare e fategli tante coccole, parlategli e lasciate che stia vicino a voi. Se state decidendo di adottare un gatto ma sapete che resterebbe a casa da solo a lungo un’ottima soluzione è di prendere due gattini insieme. Crescendo andrebbero sicuramente d’accordo, mentre per un gatto adulto l’introduzione di un nuovo gatto può essere problematica.

  1. Coccole troppo aggressive

I gatti sono molto diversi per quanto riguarda le coccole. Alcuni non vorrebbero mai che smettessimo di carezzarli, altri invece hanno una bassa tolleranza per il contatto fisico e dopo alcuni minuti reagiscono con aggressività. Bisogna quindi rispettare ciò che il gatto considera accettabile e osservare i segnali che indicano che ne sta avendo abbastanza, come la tensione del corpo e la coda agitata. Ci sono inoltre zone che alcuni gatti non sopportano di farsi toccare, come la groppa o la pancia. In questi animali ci si deve limitare a carezzare e grattare la testa e il mento.

gatto coccole Continua la lettura di 7 cose che i gatti odiano di noi →

I gatti ossessionati dal cibo

gatto cibo

Ci sono gatti che sono ossessionati dal cibo e non sembrano pensare ad altro. Cercano costantemente di saltare sulla tavola o sul ripiano della cucina ogni volta che c’è del cibo in vista, non lasciano mangiare in pace e miagolano incessantemente cercando di ottenere qualche boccone. Stazionano di fronte alla ciotola vuota in perenne attesa che venga riempita o si strusciano intorno alle gambe miagolando per chiedere cibo.

L’ossessione per il cibo non è solo fastidiosa: può indicare la presenza di un disturbo correlato a un problema psicologico, un problema fisico, un problema ambientale o una combinazione di questi. La prima cosa da fare però è verificare che il gatto non sia effettivamente affamato perché sta ricevendo una quantità di cibo insufficiente e controllare il suo stato di nutrizione. Continua la lettura di I gatti ossessionati dal cibo →

L’alito cattivo nel cane e nel gatto: un sintomo importante

cane alitosi

L’alito cattivo nel cane e nel gatto non è un fatto normale, come non lo è nelle persone. Spesso indica la presenza di malattie dentali che richiedono un trattamento per salvaguardare la salute del cane. Gli animali non si puliscono la bocca da soli, anche se possiedono alcuni enzimi naturali. Con il tempo sui denti si accumulano i residui di cibo, si sviluppa la placca batterica e i sali minerali vi si depositano formando il tartaro. Il tartaro è una concrezione solida che aderisce al dente e può essere eliminata solo con una detartrasi professionale. La malattia dentale è il problema di salute più comune in cani e gatti.

I cani e i gatti, come le persone, hanno bisogno di una regolare igiene orale. Anche dopo un intervento di detartrasi e lucidatura effettuata dal veterinario, la pulizia quotidiana dei denti è fondamentale per mantenere i denti bianchi e puliti e fare in modo che l’alito non abbia un cattivo odore.

Prevenzione: la migliore medicina

Si possono prevenire l’alitosi e le malattie dentali con cure orali regolari fatte a casa. Il modo più efficace per mantenere sana la bocca di cani e gatti è la spazzolatura quotidiana utilizzando uno specifico dentifricio per animali. Maggiore è l’attenzione per la loro igiene orale, meno spesso sarà necessario rivolgersi al veterinario per la pulizia dentale. Continua la lettura di L’alito cattivo nel cane e nel gatto: un sintomo importante →