Come prevenire l’avvelenamento da metalli pesanti nei pappagalli

avvelenamento piombo zinco

Quando accogliamo in casa un pappagallo, che sia grande come un’ara o piccolo come una cocorita, è essenziale fare attenzione al suo ambiente, per prevenire i pericoli che possono mettere a repentaglio la sua salute e la sua vita. 

Uno dei rischi maggiori è rappresentato dall’avvelenamento da metalli pesanti. Piombo e zinco sono metalli notoriamente molto pericolosi per gli uccelli, quando vengono ingeriti; pertanto, occorre la massima attenzione a gestire il loro ambiente in modo da prevenire questo tipo di incidenti. I pappagalli interagiscono costantemente con la gabbia, i trespoli e i giochi, esplorandoli con le zampe e con il becco. Quelli lasciati liberi di volare in casa, possono venire a contatto con una varietà anche maggiore di oggetti.  

I materiali raccomandati

La scelta del materiale per la gabbia è forse la decisione più importante. L’acciaio inossidabile (o acciaio inox) è sicuramente il materiale migliore. Sebbene l’investimento iniziale possa essere superiore, presenta indubbi vantaggi. È un materiale estremamente resistente, in grado di sopportare anche i becchi più forti senza scheggiarsi o rompersi. Fondamentale è la sua natura inerte e non porosa, che lo rende facile da pulire e disinfettare, garantendo un’igiene ottimale. Soprattutto, non arrugginisce e non rilascia sostanze tossiche, eliminando alla radice il rischio di avvelenamento da metalli.  Continua la lettura di Come prevenire l’avvelenamento da metalli pesanti nei pappagalli

Quando preoccuparsi se il gatto vomita

gatto vomita

Il vomito nel gatto è un evento abbastanza comune. Non è insolito trovare sul tappeto (perché i gatti preferiscono vomitare sui tappeti che sul pavimento!) un grumo di pelo o un rigurgito di cibo mangiato troppo in fretta. Ma quando questo episodio isolato si trasforma in qualcosa di più frequente o si accompagna ad altri sintomi, è importante capire se è il caso di preoccuparsi e consultare il veterinario.

Il vomito nel gatto può essere un meccanismo fisiologico per eliminare boli di pelo o cibo non ben digerito. È anche normale se il gatto vomita dell’erba, accompagnata da un po’ di succhi gastrici. Tuttavia, non tutti gli episodi di vomito sono uguali e alcuni possono nascondere problemi di salute più seri.

Quando il vomito nel gatto è normale e quando deve allarmare

Un episodio occasionale di vomito, magari subito dopo aver mangiato voracemente o quando il gatto espelle una pallina di pelo ben formata, non desta particolare preoccupazione. Il gatto, subito dopo, appare vispo e torna alle sue normali attività. Se il gatto vomita fino a 1-2 volte al mese, si può considerare una frequenza normale, in assenza di altre anomalie.

Diverso è il caso in cui il gatto vomita più volte al giorno o per più giorni consecutivi, anche se in piccole quantità. Anche la presenza di sangue rosso vivo o scuro (simile a fondi di caffè) nel vomito è un segno di potenziale gravità. La presenza di schiuma gialla o verdastra, invece, potrebbe indicare problemi biliari o intestinali. In caso di grave infestazione da parassiti intestinali (vermi tondi) a volte è possibile osservare un verme ancora vivo nel vomito. Continua la lettura di Quando preoccuparsi se il gatto vomita

L’uva è tossica per i cani

tossicità da una nei cani

L’uva è un ottimo alimento, ricco di vitamine e antiossidanti benefici per noi umani,  spesso presente sulle nostre tavole. Tuttavia, anche se sembra un alimento del tutto innocuo, può rappresentare un potenziale pericolo per i nostri cani. Per alcuni cani l’uva e la sua forma disidratata, l’uva passa, possono rappresentare una seria minaccia per la loro salute. 

L’uva e l’uva passa contengono sostanze tossiche che possono essere velenose per alcuni cani. Sembra che la sostanza che rende l’uva un pericolo per questi animali sia l’acido tartarico. È una sostanza che l’organismo del cane espelle con difficoltà e può quindi accumularsi nei  reni. Questo può causare insufficienza renale acuta e morte. 

È importante notare che non tutti i cani che mangiano uva si avvelenano: solo alcuni sono sensibili alla tossina. È impossibile sapere in anticipo se un cane sarà colpito da insufficienza renale mangiando uva, e in che misura. Pertanto, per evitare rischi si deve evitare del tutto di offrire ai cani uva o uva passa, e qualunque altro alimento che ne contengono. Più di un acino d’uva o di uva passa per 4,5 kg di peso corporeo può già mettere a rischio la salute del cane. Come si vede, si tratta di una quantità molto modesta, ma che può causare gravi danni.  Continua la lettura di L’uva è tossica per i cani

Quanto vivono le cavie?

cavia longevità

La durata media della vita delle cavie è di cinque – otto anni. Le femmine, se vengono riprodotte, hanno un’aspettativa di vita inferiore. Alcune cavie possono raggiungere i dieci anni o più, ma è certamente un evento raro. Questi roditori hanno una longevità maggiore rispetto ad altri piccoli mammiferi domestici come criceti, topi e ratti, che vivono mediamente un paio di anni. 

Come per tutti gli animali, la durata della vita della cavia è influenzata da diversi fattori, in particolare la genetica, la dieta, l’ambiente e le cure. 

Fasi della vita della cavia 

Neonato (1 mese) 

La prima fase della vita di una cavia è uno dei momenti più importanti per aiutarla a vivere una vita sana. 

Idealmente le piccole cavie dovrebbero rimanere con la madre almeno per le prime tre settimane di vita, ma purtroppo talvolta vengono vendute quando hanno appena due settimane. 

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Snack che le galline non devono mangiare 

  snack galline

Sebbene le galline siano notoriamente onnivore e curiose di assaggiare un po’ di tutto, alcuni alimenti, apparentemente innocui, possono rivelarsi molto pericolosi per la loro salute, causando disturbi più o meno gravi. Vediamo quali sono i principali “no” categorici nella dieta delle galline. 

Cosa non dobbiamo offrire come snack per le galline 

  • Fagioli crudi  

Contengono una tossina chiamata fasina, che può causare gravi problemi digestivi e avvelenamento nelle galline, anche in piccole quantità. La cottura distrugge questa tossina, quindi i fagioli cotti (senza sale e altri condimenti) possono essere offerti in piccole porzioni. 

  • Verdure andate a male o ammuffite 

Come per noi, il cibo avariato o ammuffito può contenere batteri e tossine dannose per le galline, causando problemi gastrointestinali e intossicazioni. Non dobbiamo utilizzare le galline per liberarci del cibo andato a male. 

  • Cioccolata 

Contiene teobromina, una sostanza tossica per molti animali, tra cui le galline. Anche piccole quantità possono causare problemi cardiaci, nervosi e persino la morte. 

  • Parti verdi delle solanacee (pomodori, patate, melanzane) 

Le foglie, i fusti e i germogli verdi di queste piante contengono solanina, un alcaloide tossico che può causare problemi digestivi, debolezza e, in casi gravi, paralisi. I pomodori rossi, ben maturi, e le patate cotte possono essere offerti in piccole quantità, occasionalmente.  Continua la lettura di Snack che le galline non devono mangiare 

L’importanza del fieno per la salute dei piccoli erbivori

 

fieno erbivori

L’azione delle fibra sull’intestino

Per conigli, cavie, cincillà e degu, il fieno rappresenta un elemento non solo importante, ma fondamentale per il mantenimento di una salute ottimale. Il loro sistema digerente si è evoluto per processare una dieta ricca di materiale vegetale fibroso, rendendo l’apporto di fibra un’esigenza fisiologica imprescindibile per un corretto funzionamento intestinale.

Durante la masticazione, la fibra viene scomposta in due tipologie: fibre lunghe e fibre corte. Le fibre lunghe, pur essendo indigeribili, svolgono un ruolo cruciale nello stimolare la peristalsi intestinale, assicurando il transito del cibo attraverso l’apparato digerente. queste fibre vengono rapidamente espulse dall’apparato digerente sotto forma di feci. Una carenza di fibre lunghe può innescare una condizione seria nota come stasi gastrointestinale, caratterizzata da una riduzione o un completo arresto della motilità intestinale. Un animale in stasi cessa di alimentarsi e di produrre feci, richiedendo un intervento veterinario urgente. Continua la lettura di L’importanza del fieno per la salute dei piccoli erbivori

Axololt, cosa sapere prima di acquistarlo

axolotl Ambystoma mexicanum

L’axolotl, con il suo aspetto buffo e le sue branchie piumate, attira l’interesse di molte persone che desiderano un pet fuori dal comune. Ma prima di lasciarsi incantare dalla sua originalità e cedere alla tentazione, è fondamentale informarsi adeguatamente. Ecco cosa dovete considerare per capire se l’axolotl è davvero l’animale giusto per voi.

L’axolotl è un anfibio completamente acquatico e, come tale, non è certamente adatto a chi desidera un pet da coccolare. Al contrario, è piuttosto schivo e prevalentemente notturno: trascorre le giornate nascosto e non ricambierà mai il vostro affetto. È ideale se cercate un animale da osservare senza avere un’interazione diretta.

L’axolotl, se ben curato, è piuttosto longevo: può vivere fino a 15 anni, quindi richiede un impegno a lungo termine. Continua la lettura di Axololt, cosa sapere prima di acquistarlo

Qual è la dieta ideale per le cavie?

dieta ideale per la cavia

Fornire una dieta corretta, equilibrata e sana, è fondamentale per mantenere in salute le cavie. Questi piccoli roditori hanno esigenze dietetiche molto specifiche che non è possibile soddisfare con una ciotola di cibo confezionato. Teniamo anche presente che possono preferire alimenti che non soddisfano affatto le loro esigenze alimentari, quindi i loro “gusti” non vanno presi come guida per la scelta della dieta.

La dieta “naturale” della cavia

Capire cosa mangiavano le cavie in natura è fondamentale per capire quale dovrebbe essere la loro dieta ideale oggi.

Le cavie si sono evolute come erbivori, il che significa che la loro fisiologia si è adattata a digerire esclusivamente fibre vegetali: erbe e altri vegetali di basso valore nutritivo e ricchi di fibre. Le cavie domestiche hanno la stessa fisiologia dei loro antenati selvatici. Il loro apparato digerente non è adatto a consumare cibi ricchi di carboidrati e grassi quali sono i mangimi commerciali fatti di semi e cereali, oppure snack zuccherini come le gocce di yogurt. Questi alimenti possono essere molto graditi alle cavie, ma possono causare gravi problemi intestinali. Inoltre le cavie hanno denti che continuano a crescere tutta la vita e se non si consumano adeguatamente causano alterazioni della dentatura che possono anche portare alla morte. Per consumarsi i denti devono “macinare” vegetali erbosi, mentre i mangimi non permettono un adeguato consumo dei denti.

Qual è quindi la dieta ideale delle cavie?

L’alimento di base della dieta delle cavie è il fieno, che deve essere sempre disponibile a volontà. È l’alimento ideale  per il tratto intestinale delle cavie e aiuta a mantenere sani i denti favorendone il consumo. Esistono diversi tipi di fieno e sono tutti adatti, purché siano di graminacee. I tipi di fieno più comuni sono il fieno di erba timotea (Timothy), il fieno di erba mazzolina (orchard grass), il fieno di orzo, di avena o di festuca e il fieno di erbe miste (di prato polifita). A volte il fieno viene addizionato di camomilla o di altri aromi naturali, per renderlo più appetibile e interessante. Il fieno di erba medica è invece controindicato  negli adulti perché troppo ricco di calcio e proteine.

Nei negozi per animali si trovano sacchetti di fieno confezionati che vanno benissimo per l’alimentazione delle cavie. Scegliete un fieno verde, morbido, profumato e non polveroso. Continua la lettura di Qual è la dieta ideale per le cavie?

Il pogona, cosa sapere prima dell’acquisto

pogona drago barbuto

Il pogona, o drago barbuto, è un rettile sempre più popolare come pet, apprezzato per il suo aspetto caratteristico e la sua indole docile. Per la sua robustezza e la relativa semplicità di allevamento è indicato come primo rettile per chi non è ancora esperto nella gestione di questo tipo di pet. Inoltre tutti i pogona in commercio sono allevati in cattività, essendo proibita la cattura dei soggetti selvatici, e relativamente adattati alla vita in terrario, anche perché sono animali poco attivi.

Tuttavia, prima di adottare un pogona, è fondamentale essere consapevoli dell’impegno che richiede in termini di tempo, risorse e cure.

Un impegno a lungo termine

Innanzitutto, è bene sapere che il pogona ha una vita piuttosto lunga, mediamente 10-12 anni, ma può arrivare a vivere anche più a lungo se tenuto in modo corretto. Questo significa che adottare un pogona è un impegno che va ponderato bene, perché ci accompagnerà per un decennio o più. Se viene acquistato per un adolescente, può accadere che con gli anni sviluppi nuovi interessi, o esca di casa, pertanto va pianificato in anticipo chi si prenderà cura del rettile per tutta la durata della sua vita. Continua la lettura di Il pogona, cosa sapere prima dell’acquisto

Il furetto è un ipercarnivoro

furetto ipercarnivoro

Si definisce ipercarnivoro un animale la cui dieta è composta per almeno il 70% di carne (intendendo per carne i tessuti molli) di vertebrati. Esempi di ipercarnivori sono: uccelli rapaci, felini, serpenti, la maggior parte degli squali, delfini, polipi e anche il furetto. Un’altra definizione considera ipercarnivori le specie in cui la dentatura ha una funzione di lacerazione superiore a quella di masticazione. Il furetto rientra anche in questa definizione: i premolari e il primo molare inferiore hanno proprio la funzione di lacerare le prede.

Il furetto possiede altre caratteristiche anatomiche tipiche di una specializzazione per una dieta carnivora: i canini ben sviluppati, le mandibole potenti, uno stomaco semplice, un intestino tenue relativamente breve, un colon molto corto (appena 10 cm), la mancanza dell’intestino cieco (in cui in altre specie viene elaborata la fibra alimentare), il rapido transito intestinale, una flora intestinale semplice, una scarsa fermentazione intestinale. Continua la lettura di Il furetto è un ipercarnivoro