età sterilizzazione coniglie

A che età si deve sterilizzare la coniglia?

Nella coniglia la sterilizzazione è un intervento indispensabile, in quanto permette di prevenire i tumori dell’utero e altre patologie meno comuni ma ugualmente gravi. In questa specie i tumori uterini sono particolarmente frequenti. Sono rari sotto i tre anni di età ma nelle coniglie mature e anziane si arriva a un’incidenza dell’80%. Sono tumori che, se non vengono asportati in tempo, causano la morte della coniglia entro un paio d’anni.

Ma qual è l’età “giusta” per la sterilizzazione?

Nel maschio la sterilizzazione si può effettuare indifferentemente ad ogni età (posto che lo stato di salute lo permetta) a partire da quando i testicoli discendono, a circa tre mesi di età. Nella coniglia c’è un periodo ottimale, che va dai 6 ai 12 mesi di età. Prima dei 6 mesi l’apparato riproduttivo è immaturo e i tessuti sono piccoli, fragili e difficili da manipolare, rendendo complicato l’intervento. Le ovaie, infatti, non sono ancora entrate in azione per stimolare lo sviluppo dell’utero. Continua la lettura di A che età si deve sterilizzare la coniglia?

cane monta

Come far smettere al cane di montare

Per i cani montare è un comportamento perfettamente normale e innocuo e, se occasionale, può essere ignorato. Quando però diventa un’abitudine o peggio un comportamento compulsivo, risulta imbarazzante e maleducato, soprattutto se il cane lo fa con persone che non gradiscono la cosa o che hanno paura dei cani, o se lo fa con altri cani infastidendoli. È quindi un comportamento che va contrastato e prima lo si ferma, meglio è.

Perché i cani montano

La monta è principalmente un atto sessuale che, quando il cane è eccitato, può anche essere sfogato sulle persone o su oggetti inanimati. Spesso è legata a un comportamento di dominanza, più comune nei maschi ma presente anche nelle femmine; lo fanno anche gli animali sterilizzati. I cani possono montare altri cani o persino gli esseri umani come segno di stress, quando sono sovreccitati o semplicemente perché non sono adeguatamente socializzati. Un cane può montare la gamba del proprietario per sfogare la sua eccitazione sessuale, ma anche per affermare la sua dominanza su di lui. Un cagnolino può montare la gamba di un visitatore perché è molto vivace e vuole farsi notare.

I cani insicuri cercano di montare un altro cane o una persona quando sentono il bisogno di affermare la propria posizione dominante o di stabilire il controllo su qualcuno. Se vengono ignorati dai loro proprietari o se si sentono sfidati dalla presenza di un visitatore o di un altro animale i cani possono montare per attirare su di sé l’attenzione. Continua la lettura di Come far smettere al cane di montare

fieno arricchimento ambientale conigli

Il cibo come arricchimento ambientale per il coniglio

In natura i conigli passano la maggior parte del tempo mangiando erba e altre piante di campo. Anche i conigli di casa hanno bisogno di trascorrere molto tempo a consumare il cibo: da questo punto di vista fieno ed erba sono alimenti ideali, perché richiedono molto tempo per essere masticati. Ciò rappresenta un ottimo arricchimento ambientale, che li tiene occupati e impedisce loro di annoiarsi, oltre a fornire una dieta perfetta.

Il fieno di buona qualità (fresco, profumato e senza polvere) ha molte virtù (lo stesso vale per l’erba):

  • fornisce la fibra indispensabile per il corretto funzionamento dell’apparato digerente
  • comporta un corretto consumo dei denti
  • tiene il coniglio occupato

Il fieno può essere offerto in vari modi. Si può mettere il fieno in rastrelliere o cesti per mantenerlo pulito e al di sopra del livello del pavimento. Se si mette il fieno in una rastrelliera all’estremità di una vaschetta (la cosiddetta “fieniera”), i conigli sono stimolati a consumare il fieno e contemporaneamente fare i bisogni, cosa che aiuta a tenere pulito l’ambiente. Si può riempire uno scatolone, in modo che il coniglio sfoghi anche l’istinto di raspare, senza distribuire il fieno per tutto il pavimento.

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Basta dare mangimi ai conigli!

basta mangime ai conigli

I conigli domestici discendono da quelli selvatici. Sono stati selezionati per la taglia, il tipo di pelo, il portamento, l’aspetto delle orecchie, la tolleranza alla presenza umana. Non sono stati selezionati per adattarsi a una dieta diversa da quella dei loro antenati selvatici. Pertanto, il loro apparato digerente e la loro dentatura necessitano di un’alimentazione simile a quella dei conigli selvatici, che si nutrono di erba e piante selvatiche. Nutrirli in modo diverso da quello che impone la loro fisiologia è sbagliato e causa problemi di salute.

Dare mangimi ai conigli non è né consigliato, né salutare. I mangimi, studi alla mano, causano gravi alterazioni della dentatura e della funzionalità dell’apparato digerente. I mangimi sono stati ideati per poter macellare i conigli a 3 mesi di età o farli riprodurre in modo intensivo per un paio di anni, per poi eliminarli. Non permettono ai conigli di vivere sani fino a 10-12 anni o più, come vogliamo per i nostri compagni a quattro zampe.

I conigli selvatici si nutrono di erba e piante selvatiche. Non mangiano frutta o carote. E soprattutto NON MANGIANO MANGIMI. Continua la lettura di Basta dare mangimi ai conigli!

La vita sociale delle cavie

Le cavie sono roditori altamente sociali per i quali la presenza di compagni della loro specie ha un importanza fondamentale per il loro benessere psicologico. È fortemente sconsigliato tenerle singolarmente, perché è una condizione innaturale e stressante. Anche se non si leccano e non si “coccolano” a vicenda, le cavie hanno bisogno del contatto fisico dei loro simili, un requisito essenziale del loro benessere. Pertanto, la condizione migliore per alloggiare le cavie è di tenerle in coppia o in piccoli gruppi, purché rigorosamente  dello stesso sesso. Sono infatti riproduttori prolifici e molto precoci. Per quanto le caviette siano adorabili, la quantità di cavie abbandonate che cercano casa è già notevole ed è sconsigliato riprodurle.

Una precauzione riguarda i maschi: non devono mai essere messi in vicinanza di femmine fertili, perché inizierebbero subito a lottare tra loro per stabilire la gerarchia. È sufficiente esporli all’odore dell’urina di una femmina per destabilizzare il gruppo e innescare conflitti.

Sterilizzare le cavie, si o no?

Se si tengono le cavie in coppie o in piccoli gruppi dello sesso la sterilizzazione diventa superflua. Le cavie sono delicate e nelle femmine l’intervento chirurgico è particolarmente problematico. Inoltre contrariamente alle coniglie presentano un’incidenza molto bassa di tumori o altre patologie dell’utero, anche se tendono a sviluppare cisti ovariche. Nei maschi i tumori testicolari sono molto rari. Continua la lettura di La vita sociale delle cavie

Il corretto rapporto maschi : femmine nelle tartarughe di terra

tartarughe rapporto maschi femmine

Se si hanno più tartarughe di terra, è fondamentale sapere qual è il corretto rapporto maschi : femmine, cioè quanti maschi e quante femmine possono essere tenuti insieme.

Le tartarughe, comprese le tartarughe di terra mediterranee (del genere Testudo) non sono animali sociali: l’unico periodo in cui sono interessate ai loro simili è quello degli accoppiamenti. Non vi sono quindi problemi a tenere una tartaruga da sola: sicuramente non soffrirà la solitudine.

Se si hanno più femmine (senza maschi) non ci sono problemi a tenerle insieme. A dare problemi sono i maschi perché che nella stagione degli accoppiamenti corteggiano senza remissione le loro compagne. Nelle tartarughe mediterranee il corteggiamento è piuttosto brutale, con il maschio che sperona e morde la femmina; nel caso di Testudo hermanni la situazione è anche peggiore a causa di uno sperone corneo nella punta della coda con cui il maschio può causare serie lesioni alla compagna durante l’accoppiamento. Continua la lettura di Il corretto rapporto maschi : femmine nelle tartarughe di terra

Cosa fare se il cucciolo fa i bisogni in casa

Se il cucciolo fa i bisogni in casa

Quando si accogli in casa un cucciolo è inevitabile qualche “incidente”. Se il cucciolo fa i bisogni in casa in ogni caso l’approccio sbagliato è quello di sgridarlo o, peggio, di punirlo fisicamente. Sicuramente non è utile neppure strofinargli il naso nella pipì, una mortificazione di cui non capirebbe il senso.

Se il cucciolo viene sgridato mentre fa i bisogni in casa, la cosa più probabile è che impari ad avere paura di voi e che non li deve fare in vostra presenza. Andrà quindi a sporcare in un’altra stanza, o aspetterà che usciate di casa. Inoltre, può avere paura di fare i bisogni di fronte a voi quando lo portate fuori apposta. Aspetterà di essere in casa da solo.

Quindi sgridarlo non serve a nulla se non a complicare il problema. Tra l’altro, il modo efficace di educare un cane consiste nel quando si comporta bene, non punirlo per il comportamento sbagliato. Occorre tenere presente che i cani non fanno i dispetti: non sporcano in casa per ripicca, o perché sono ostinati o per qualche altra motivazione tipicamente umana.

Come risolvere il problema se il cucciolo fa i bisogni in casa

Vi è un solo modo per educare il cucciolo a non fare i bisogni in casa. Consiste nel portarlo fuori spesso (in particolare dopo i pasti), lasciargli abbastanza tempo e premiarlo ogni volta che fa i bisogni fuori (con coccole, complimenti o un bocconcino appetitoso). Non è un procedimento immediato: occorre tempo per fargli acquisire un’abitudine consolidata e prevenire del tutto gli “incidenti” in casa. Continua la lettura di Cosa fare se il cucciolo fa i bisogni in casa

Il coniglio, la sua flora batterica e il gas intestinale

coniglio flora batterica

Il coniglio e la sua flora batterica sono in simbiosi in un complesso e delicato equilibrio, da cui entrambi beneficiano. Il coniglio ha un sistema digerente piuttosto particolare e specializzato, in particolare per quanto riguarda l’intestino cieco. Questo voluminoso organo funziona come una camera di fermentazione della fibra alimentare. È  popolato da una flora batterica composta da un gran numero di specie diverse di microrganismi che digeriscono  la fibra e la trasformano in nutrimento per il coniglio. Senza di essa il coniglio non potrebbe vivere.

La flora batterica del cieco varia da coniglio a coniglio, in quanto  è influenzata dal tipo di alimento che arriva nel cieco (e prima ancora dai batteri assunti dal coniglietto quando mangia le feci della madre). Ogni tipo di sostanza –  amidi, zuccheri, proteine, fibra – seleziona un particolare insieme di popolazioni batteriche che la utilizzano, favorendone lo sviluppo. I batteri che digeriscono la fibra sono quelli buoni, che contrastano lo sviluppo di batteri pericolosi che si nutrono invece di zuccheri e amidi. Continua la lettura di Il coniglio, la sua flora batterica e il gas intestinale

Il bagno di sabbia per le galline

bagno di sabbia per le galline

Fare il bagno di sabbia per le galline è  molto piacevole e rilassante, ed è anche divertente osservarle mentre sono impegnate in questa attività. Si tratta di un comportamento istintivo che compiono per liberarsi dai parassiti esterni, in particolare i pidocchi, e mantenere pulito il piumaggio.

Per fare il loro bagno di bellezza le galline scelgono una zona in cui vi è sabbia o terriccio smosso, oppure raspano il terreno per smuoverlo, e vi si stendono tirandoselo addosso con le zampe e sbattendo le ali per distribuirlo su tutto il corpo, a contatto con la pelle. Quando sono soddisfatte si alzano, si scrollano e puliscono con cura le piume con il becco.

Il bagno di sabbia per le galline è quindi un’importante arricchimento ambientale e permette di tenere il piumaggio in ordine. Continua la lettura di Il bagno di sabbia per le galline

Esistono animali da compagnia ipoallergenici?

gatti ipoallergenici

Molte persone affette da allergia si chiedono se esistono animali da compagnia ipoallergenici (che non causano allergie) perché vorrebbero un animale da compagnia. Purtroppo la risposta è: no, non esistono animali o razze ipoallergeniche di mammiferi o uccelli. Si tratta solo di miti.

Cani, gatti, ratti, topi, cavie, conigli, cincillà, criceti, gerbilli e persino i ricci (in pratica tutti i mammiferi) sono in grado di provocare reazioni allergiche. Contrariamente a quanto molti credono, non è il pelo in sé che scatena l’allergia, ma forfora, saliva e urina. Infatti possono provocare allergie anche i barboncini (che perdono il pelo meno frequentemente degli altri cani) o i gatti senza pelo (Sphynx). È interessante notare che l’esposizione agli animali da compagnia durante il periodo neonatale, e quindi ai microbi a loro associati, modifica il sistema immunitario dei bambini e in seguito riduce il rischio di contrarre malattie e reazioni allergiche. È il caso di dire che crescere con gli animali fa bene. Continua la lettura di Esistono animali da compagnia ipoallergenici?