Basta dare mangimi ai conigli!

basta mangime ai conigli

I conigli domestici discendono da quelli selvatici. Sono stati selezionati per la taglia, il tipo di pelo, il portamento, l’aspetto delle orecchie, la tolleranza alla presenza umana. Non sono stati selezionati per adattarsi a una dieta diversa da quella dei loro antenati selvatici. Pertanto, il loro apparato digerente e la loro dentatura necessitano di un’alimentazione simile a quella dei conigli selvatici, che si nutrono di erba e piante selvatiche. Nutrirli in modo diverso da quello che impone la loro fisiologia è sbagliato e causa problemi di salute.

Dare mangimi ai conigli non è né consigliato, né salutare. I mangimi, studi alla mano, causano gravi alterazioni della dentatura e della funzionalità dell’apparato digerente. I mangimi sono stati ideati per poter macellare i conigli a 3 mesi di età o farli riprodurre in modo intensivo per un paio di anni, per poi eliminarli. Non permettono ai conigli di vivere sani fino a 10-12 anni o più, come vogliamo per i nostri compagni a quattro zampe.

I conigli selvatici si nutrono di erba e piante selvatiche. Non mangiano frutta o carote. E soprattutto NON MANGIANO MANGIMI. Continua la lettura di Basta dare mangimi ai conigli!

La vita sociale delle cavie

Le cavie sono roditori altamente sociali per i quali la presenza di compagni della loro specie ha un importanza fondamentale per il loro benessere psicologico. È fortemente sconsigliato tenerle singolarmente, perché è una condizione innaturale e stressante. Anche se non si leccano e non si “coccolano” a vicenda, le cavie hanno bisogno del contatto fisico dei loro simili, un requisito essenziale del loro benessere. Pertanto, la condizione migliore per alloggiare le cavie è di tenerle in coppia o in piccoli gruppi, purché rigorosamente  dello stesso sesso. Sono infatti riproduttori prolifici e molto precoci. Per quanto le caviette siano adorabili, la quantità di cavie abbandonate che cercano casa è già notevole ed è sconsigliato riprodurle.

Una precauzione riguarda i maschi: non devono mai essere messi in vicinanza di femmine fertili, perché inizierebbero subito a lottare tra loro per stabilire la gerarchia. È sufficiente esporli all’odore dell’urina di una femmina per destabilizzare il gruppo e innescare conflitti.

Sterilizzare le cavie, si o no?

Se si tengono le cavie in coppie o in piccoli gruppi dello sesso la sterilizzazione diventa superflua. Le cavie sono delicate e nelle femmine l’intervento chirurgico è particolarmente problematico. Inoltre contrariamente alle coniglie presentano un’incidenza molto bassa di tumori o altre patologie dell’utero, anche se tendono a sviluppare cisti ovariche. Nei maschi i tumori testicolari sono molto rari. Continua la lettura di La vita sociale delle cavie

Il corretto rapporto maschi : femmine nelle tartarughe di terra

tartarughe rapporto maschi femmine

Se si hanno più tartarughe di terra, è fondamentale sapere qual è il corretto rapporto maschi : femmine, cioè quanti maschi e quante femmine possono essere tenuti insieme.

Le tartarughe, comprese le tartarughe di terra mediterranee (del genere Testudo) non sono animali sociali: l’unico periodo in cui sono interessate ai loro simili è quello degli accoppiamenti. Non vi sono quindi problemi a tenere una tartaruga da sola: sicuramente non soffrirà la solitudine.

Se si hanno più femmine (senza maschi) non ci sono problemi a tenerle insieme. A dare problemi sono i maschi perché che nella stagione degli accoppiamenti corteggiano senza remissione le loro compagne. Nelle tartarughe mediterranee il corteggiamento è piuttosto brutale, con il maschio che sperona e morde la femmina; nel caso di Testudo hermanni la situazione è anche peggiore a causa di uno sperone corneo nella punta della coda con cui il maschio può causare serie lesioni alla compagna durante l’accoppiamento. Continua la lettura di Il corretto rapporto maschi : femmine nelle tartarughe di terra

Cosa fare se il cucciolo fa i bisogni in casa

Se il cucciolo fa i bisogni in casa

Quando si accogli in casa un cucciolo è inevitabile qualche “incidente”. Se il cucciolo fa i bisogni in casa in ogni caso l’approccio sbagliato è quello di sgridarlo o, peggio, di punirlo fisicamente. Sicuramente non è utile neppure strofinargli il naso nella pipì, una mortificazione di cui non capirebbe il senso.

Se il cucciolo viene sgridato mentre fa i bisogni in casa, la cosa più probabile è che impari ad avere paura di voi e che non li deve fare in vostra presenza. Andrà quindi a sporcare in un’altra stanza, o aspetterà che usciate di casa. Inoltre, può avere paura di fare i bisogni di fronte a voi quando lo portate fuori apposta. Aspetterà di essere in casa da solo.

Quindi sgridarlo non serve a nulla se non a complicare il problema. Tra l’altro, il modo efficace di educare un cane consiste nel quando si comporta bene, non punirlo per il comportamento sbagliato. Occorre tenere presente che i cani non fanno i dispetti: non sporcano in casa per ripicca, o perché sono ostinati o per qualche altra motivazione tipicamente umana.

Come risolvere il problema se il cucciolo fa i bisogni in casa

Vi è un solo modo per educare il cucciolo a non fare i bisogni in casa. Consiste nel portarlo fuori spesso (in particolare dopo i pasti), lasciargli abbastanza tempo e premiarlo ogni volta che fa i bisogni fuori (con coccole, complimenti o un bocconcino appetitoso). Non è un procedimento immediato: occorre tempo per fargli acquisire un’abitudine consolidata e prevenire del tutto gli “incidenti” in casa. Continua la lettura di Cosa fare se il cucciolo fa i bisogni in casa

Il coniglio, la sua flora batterica e il gas intestinale

coniglio flora batterica

Il coniglio e la sua flora batterica sono in simbiosi in un complesso e delicato equilibrio, da cui entrambi beneficiano. Il coniglio ha un sistema digerente piuttosto particolare e specializzato, in particolare per quanto riguarda l’intestino cieco. Questo voluminoso organo funziona come una camera di fermentazione della fibra alimentare. È  popolato da una flora batterica composta da un gran numero di specie diverse di microrganismi che digeriscono  la fibra e la trasformano in nutrimento per il coniglio. Senza di essa il coniglio non potrebbe vivere.

La flora batterica del cieco varia da coniglio a coniglio, in quanto  è influenzata dal tipo di alimento che arriva nel cieco (e prima ancora dai batteri assunti dal coniglietto quando mangia le feci della madre). Ogni tipo di sostanza –  amidi, zuccheri, proteine, fibra – seleziona un particolare insieme di popolazioni batteriche che la utilizzano, favorendone lo sviluppo. I batteri che digeriscono la fibra sono quelli buoni, che contrastano lo sviluppo di batteri pericolosi che si nutrono invece di zuccheri e amidi. Continua la lettura di Il coniglio, la sua flora batterica e il gas intestinale

Il bagno di sabbia per le galline

bagno di sabbia per le galline

Fare il bagno di sabbia per le galline è  molto piacevole e rilassante, ed è anche divertente osservarle mentre sono impegnate in questa attività. Si tratta di un comportamento istintivo che compiono per liberarsi dai parassiti esterni, in particolare i pidocchi, e mantenere pulito il piumaggio.

Per fare il loro bagno di bellezza le galline scelgono una zona in cui vi è sabbia o terriccio smosso, oppure raspano il terreno per smuoverlo, e vi si stendono tirandoselo addosso con le zampe e sbattendo le ali per distribuirlo su tutto il corpo, a contatto con la pelle. Quando sono soddisfatte si alzano, si scrollano e puliscono con cura le piume con il becco.

Il bagno di sabbia per le galline è quindi un’importante arricchimento ambientale e permette di tenere il piumaggio in ordine. Continua la lettura di Il bagno di sabbia per le galline

Esistono animali da compagnia ipoallergenici?

gatti ipoallergenici

Molte persone affette da allergia si chiedono se esistono animali da compagnia ipoallergenici (che non causano allergie) perché vorrebbero un animale da compagnia. Purtroppo la risposta è: no, non esistono animali o razze ipoallergeniche di mammiferi o uccelli. Si tratta solo di miti.

Cani, gatti, ratti, topi, cavie, conigli, cincillà, criceti, gerbilli e persino i ricci (in pratica tutti i mammiferi) sono in grado di provocare reazioni allergiche. Contrariamente a quanto molti credono, non è il pelo in sé che scatena l’allergia, ma forfora, saliva e urina. Infatti possono provocare allergie anche i barboncini (che perdono il pelo meno frequentemente degli altri cani) o i gatti senza pelo (Sphynx). È interessante notare che l’esposizione agli animali da compagnia durante il periodo neonatale, e quindi ai microbi a loro associati, modifica il sistema immunitario dei bambini e in seguito riduce il rischio di contrarre malattie e reazioni allergiche. È il caso di dire che crescere con gli animali fa bene. Continua la lettura di Esistono animali da compagnia ipoallergenici?

Le dimensioni delle gabbie per criceti

gabbia criceti

Prima di adottare un criceto dobbiamo chiederci qual è la gabbia più adatta, ovvero quali sono le dimensioni minime. Possiamo dare delle indicazioni basandoci sul comportamento in natura di questi animali e su alcuni studi scientifici.

È dimostrato che minori sono le dimensioni della gabbia, maggiore è il livello di stress del criceto. È una conclusione ovvia: è intuitivo che uno spazio maggiore consenta una qualità di vita migliore. Tuttavia, anche la gabbia più spaziosa (di un metro quadrato) rappresenta una minuscola frazione (appena lo 0,007%) del territorio occupato in natura da un criceto dorato. Ne consegue che i consigli sulle dimensioni ideali sono abbastanza arbitrari, ma che non è accettabile stare sotto a un certo minimo. Si deve sempre comprare la gabbia più spaziosa possibile, idealmente larga almeno 80 cm. Non è necessario sia una vera gabbia per criceti perché si possono allestire gabbie spaziose adattando vari contenitori o addirittura mobili in vetro.
In commercio si  trovano gabbie per criceti di dimensioni minuscole. Sono molto colorate e pieni di tubi perciò carine da vedere, ma rappresentano una sistemazione inaccettabile. Continua la lettura di Le dimensioni delle gabbie per criceti

Le sfere per l’esercizio sono adatte ai criceti?

 

sfera per criceti

Sebbene vengano comunemente vendute come giochi per far fare esercizio ai criceti, le sfere di plastica su cui fare correre questi piccoli roditori sono del tutto inadeguate. Non è vero che i criceti si divertono in questi giochi, che decisamente non sono un tipo di arricchimento ambientale adatto.

Ecco i motivi per cui non sono indicate per i criceti.

Sono stressanti e causano disorientamento

Poiché i criceti in natura sono animali da preda, quando si trovano in uno spazio aperto si sentono esposti e vulnerabili: il loro istinto è di scappare e nascondersi. Chiusi dentro la sfera non possono farlo e questo causa loro un forte stress. Il motivo per cui corrono dentro la palla è che cercano di uscire per cercare un rifugio, non che si divertono. Inoltre non possono decidere quando smettere e uscire, come invece con la ruota.

La parete di plastica isola il criceto dall’ambiente, che non è in grado di esaminare con i sensi. In particolare il criceto fa affidamento sui baffi per valutare l’ambiente e dentro la palla non lo può fare, cosa che gli provoca disorientamento.

Le sfere per criceti sono troppo piccole

Le sfere da esercizio per criceti in genere hanno un diametro di 12 cm, una misura troppo piccola. Costringono i criceti a correre in una posizione innaturale, con la schiena incurvata. Questo può causare disagio e dolore. Continua la lettura di Le sfere per l’esercizio sono adatte ai criceti?

L’introduzione di una nuova cavia

introduzione cavie

Le cavie sono animali sociali e non dovrebbero vivere da sole. Questi roditori vivono in gruppo: nel gruppo trovano conforto e sicurezza, affetto e compagnia. La qualità di vita di una cavia sola è molto peggiore di una coppia o di un trio, a meno che non possiate davvero dedicarle tanto tempo. Una cavia da sola è più triste e annoiata, vocalizza maggiormente, è più stressata e insicura e meno attiva.

Che la vostra cavia sia sola, o abbia perso il compagno, ecco i consigli per l’introduzione di una nuova cavia.

Maschi o femmine?

La precauzione principale, com’è ovvio, è di non tenere insieme una coppia fertile per evitare di mettere al mondo una quantità di caviette a cui dover poi provvedere responsabilmente. Le femmine vanno sempre d’accordo tra loro, così come i maschi anche se non sterilizzati (sebbene possano essere un po’ più diffidenti all’inizio). Un’alternativa è di sterilizzare il maschio per appaiarlo a una femmina. La sterilizzazione invece non si effettua di routine nella femmina. Continua la lettura di L’introduzione di una nuova cavia