
Una condizione abbastanza comune nel cane è un gonfiore sotto l’occhio, che talvolta si apre e lascia uscire del pus. Con un ciclo di antibiotico spesso il gonfiore sparisce, per ritornare inevitabilmente una volta terminata la terapia.
Quasi sempre la causa è un’infezione della radice di un dente (il termine scientifico è ascesso periapicale), per la precisione del quarto molare o dente carnassiale, il più grande dei denti della mascella. Questo dente è particolarmente soggetto a una cosiddetta frattura a lastra. Si tratta del distacco di una porzione esterna dello smalto del dente, che espone la dentina sottostante. Si verifica soprattutto quando il cane ha l’abitudine di masticare oggetti duri, come ossa o rami. Senza la protezione dello smalto, i batteri possono penetrare nel dente e causare un’infezione che si propaga alla radice. Si forma quindi un ascesso, vale a dire una cavità piena di pus. Le radici del dente carnassiale sono ricoperte da uno strato di tessuto osseo molto sottile, facilmente eroso dal pus. Pertanto l’ascesso finisce per causare un rigonfiamento sotto la pelle e il pus può farsi strada fino all’esterno.

A volte l’infezione di questo dente è causata da una grave parodontite, ossia l’infiammazione del tessuto che circonda e sostiene il dente, estesa a buona parte della dentatura. I batteri penetrano nell’alveolo del dente fino a raggiungere le radici e infettare anche l’osso che le sostiene.
Durante la visita spesso sono evidenti anomalie del dente, come l’alterazione della colorazione, la mancanza di una parte dello smalto, l’infiammazione della gengiva o la sua retrazione, che scopre una parte di radice. In caso di parodontite generalizzata i denti sono coperti da uno spesso strato di tartaro ed è presente un cattivo odore dell’alito. A volte, invece, i segni clinici legati al dente sono molto scarsi.

L’esame radiografico intraorale eseguito in anestesia permette di confermare che la causa dell’ascesso sotto l’occhio è proprio il dente carnassiale.
La terapia risolutiva consiste nell’estrazione del dente coinvolto nell’ascesso e nella pulizia dell’alveolo. Ovviamente, nella stessa seduta si provvede a curare il resto della dentatura, eliminando il tartaro, asportando i denti mobili o con radici scoperte e lucidando i denti sani.
In casi come questi, è proprio vero che tolto il dente, tolto il dolore.


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