Archivio mensile:Settembre 2026

L’importanza dei controlli periodici nei gatti anziani

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Nei gatti anziani una visita clinica regolare è di fondamentale importanza per valutare lo stato di salute. Un gatto anziano può apparire sano pur presentando problemi rilevanti che il proprietario non coglie o tende a sottovalutare. Molte manifestazioni vengono considerate una naturale conseguenza dell’invecchiamento, quando invece nascondono patologie pienamente gestibili. Un gatto sopra i 12 anni ha elevate probabilità di essere affetto da una o più condizioni che ne compromettono la qualità e l’aspettativa di vita, problemi che possono essere individuati tempestivamente tramite la visita clinica e test diagnostici specifici.

Un’elevata percentuale di gatti anziani è affetta da malattia renale cronica. I segni tipici di questa condizione sono l’aumento della sete e della produzione di urina, manifestazioni che tuttavia risultano spesso difficili da cogliere a casa, soprattutto se convivono più gatti o se l’animale ha accesso all’esterno. Negli stadi avanzati questa patologia porta a un progressivo deperimento, ma se intercettata precocemente consente di impostare strategie terapeutiche efficaci per rallentarne l’evoluzione. Per questo motivo risultano estremamente utili gli esami di laboratorio in grado di valutare la funzionalità renale e mostrare alterazioni precoci. I parametri chiave comprendono il dosaggio ematico di azoto (BUN), creatinina e SDMA, insieme alla valutazione del peso specifico urinario. Nel gatto anziano è consigliabile eseguire ogni 6-12 mesi un profilo ematologico e biochimico completo, l’esame delle urine e la misurazione della pressione sistemica. Continua la lettura di L’importanza dei controlli periodici nei gatti anziani →

Gonfiore sotto l’occhio nel cane: perché la causa è spesso un dente

Una condizione abbastanza comune nel cane è un gonfiore sotto l’occhio, che talvolta si apre e lascia uscire del pus. Con un ciclo di antibiotico spesso il gonfiore sparisce, per ritornare inevitabilmente una volta terminata la terapia.

Quasi sempre la causa è un’infezione della radice di un dente (il termine scientifico è ascesso periapicale), per la precisione del quarto molare o dente carnassiale, il più grande dei denti della mascella. Questo dente è particolarmente soggetto a una cosiddetta frattura a lastra. Si tratta del distacco di una porzione esterna dello smalto del dente, che espone la dentina sottostante. Si verifica soprattutto quando il cane ha l’abitudine di masticare oggetti duri, come ossa o rami. Senza la protezione dello smalto, i batteri possono penetrare nel dente e causare un’infezione che si propaga alla radice. Si forma quindi un ascesso, vale a dire una cavità piena di pus. Le radici del dente carnassiale sono ricoperte da uno strato di tessuto osseo molto sottile, facilmente eroso dal pus. Pertanto l’ascesso finisce per causare un rigonfiamento sotto la pelle e il pus può farsi strada fino all’esterno.

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Il gonfiore sotto l’occhio di questo cane è causato dall’infezione delle radici del dente carnassiale (quarto premolare superiore)

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