La longevità delle tartarughe

Le tartarughe sono rettili eccezionalmente longevi. La comune tartaruga d’acqua dolce può superare i 30 anni, le grandi tartarughe marine vivono 80-100 anni e le nostre tartarughe di terra possono superare i 100-150 anni di vita, se non intervengono malattie e incidenti.
Il record di longevità documentata spetta ad una Geochelone gigantea, Adwaita, che ha raggiunto 255 anni di vita.

Adwaita, la tartaruga ultra bicentenaria

La spiegazione scientifica di questo affascinante fenomeno sta nella cosiddetta “senescenza trascurabile”. Consiste nel fatto che le cellule di questi rettili non sono soggette ai danni che si accumulano con il tempo per cui si mantengono sempre “giovani” e pienamente funzionali; i loro organi interni rimangono perfettamente efficienti anche con il passare degli anni, al contrario di quanto purtroppo accade ai mammiferi (uomo compreso). Neppure la capacità riproduttiva diminuisce con il passare degli anni.

Come si capisce l’età di una tartaruga?

L’unico modo certo per sapere l’età di una tartaruga consiste nel conoscere la sua data di nascita. Non è vero che si può stabilire l’età contando gli anelli degli scuti (le placche che ricoprono la corazza). Gli anelli infatti non corrispondono esattamente a un anno di vita, ma a un ciclo di crescita. Questi cicli dipendono da molti fattori: la disponibilità di cibo, la temperatura ambientale, lo stato di salute… In un anno si possono quindi verificare più cicli di accrescimento. In definitiva, il ritmo di accrescimento delle tartarughe non è costante con il passare del tempo, come accade ai mammiferi, ma varia molto secondo le circostanze più o meno favorevoli. Può accadere così che una tartaruga pet, alimentata in abbondanza, a due anni abbia raggiunto la taglia di una tartaruga selvatica di 8 anni, in cui la crescita è più lenta ma più fisiologica.

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